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	<title>Irene Bertucci</title>
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		<title>Legge di contabilita&#8217; e finanza pubblica</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 16:56:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Leggi: Legge di contabilità e finanza pubblica legge 31 dicembre 2009, n16 
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox" href="http://www.irenebertucci.it/wp-content/uploads/2012/01/Copertina-Legge-di-contabilità-e-finanza-pubblica.jpg"><img class="alignleft" title="copertina_costozero_dic2010" src="http://www.irenebertucci.it/wp-content/uploads/2012/01/Copertina-Legge-di-contabilità-e-finanza-pubblica.jpg" alt="Legge di contabilità e finanza pubblica" width="150" height="206" /></a><a href="../wp-content/uploads/2012/01/Legge-di-contabilit%C3%A0-e-finanza-pubblica.pdf">Leggi: Legge di contabilità e finanza pubblica legge 31 dicembre 2009, n16 </a></p>
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		<title>Rimodulare l&#8217;onere fiscale per incentivare gli investimenti</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Dec 2010 15:24:40 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo spostamento del prelievo dalle imposte sul lavoro a quelle sui consumi può avere effetti positivi sull'occupazione e sullo sviluppo
Oggi la principale sfida che i paesi tradizionalmente sviluppati devono affrontare è la concorrenza dei paesi di nuova industrializzazione. E' cruciale il tasso degli investimenti, motore dello sviluppo e mezzo di infusione e diffusione del progresso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Lo spostamento del prelievo dalle imposte sul lavoro a quelle sui consumi può avere effetti positivi sull'occupazione e sullo sviluppo</em></p>
<p><a rel="lightbox" href="http://www.irenebertucci.it/wp-content/uploads/2010/12/copertina_costozero_dic2010.jpg"><img src="http://www.irenebertucci.it/wp-content/uploads/2010/12/copertina_costozero_dic2010_tb.jpg" alt="copertina costo zero dicembre 2010 - rimodulare l'onere fiscale per incentivare gli investimenti" title="copertina_costozero_dic2010" width="150" height="206" class="alignleft" /></a>Oggi la principale sfida che i paesi tradizionalmente sviluppati devono affrontare è la concorrenza dei paesi di nuova industrializzazione. E' cruciale il tasso degli investimenti, motore dello sviluppo e mezzo di infusione e diffusione del progresso tecnologico, quindi della crescita della produttività nel sistema.<br />
<span id="more-68"></span>Questo implica una riconsiderazione degli strumenti di intervento pubblico che possono influire sulle decisioni imprenditoriali di investimento. Tra essi hanno particolare importanza l'Italia, dal lato delle spese pubbliche quelle di promozione e sostegno alla ricerca scientifica, all'innovazione di processi e di prodotti, alla commercializzazione.</p>
<p><a href='http://www.irenebertucci.it/wp-content/uploads/2010/12/Costo-Zero-Dic-2010-Rimodulare-lonere-fiscale-per-incentivare-gli-investimenti.pdf'>Leggi Tutto: Costo Zero - Dic 2010 - Rimodulare l'onere fiscale per incentivare gli investimenti</a></p>
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		<title>Sulle prospettive della tassazione del consumo</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 15:47:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nella teoria della finanza pubblica da lungo tempo si confrontano due grandi disegni di tassazione: quello del reddito complessivamente guadagnato e quello del reddito definito come consumo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Economia e Mercati Finanziari" rel="lightbox" href="http://www.irenebertucci.it/wp-content/uploads/2010/04/marecati-big.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-31" title="Economia e Mercati Finanziari" src="http://www.irenebertucci.it/wp-content/uploads/2010/04/marecati-big.jpg" alt="Economia e Mercati Finanziari" width="150" height="230" /></a>Nella teoria della finanza pubblica da lungo tempo si confrontano due grandi disegni di tassazione: quello del reddito complessivamente guadagnato e quello del reddito definito come consumo.<br />
<span id="more-17"></span>In questo lavoro si argomenta che i recenti grandi cambiamenti dello scenario economico mondiale richiedono, per superare i vincoli allo sviluppo sostenibile, un ritorno di studio e di applicazione a schemi di intervento pubblico, tra i quali è importante lo strumento della tassazione, per orientare le scelte degli agenti economici nella struttura dei consumi, nelle scelte delle tecniche produttive, negli investimenti. La tassazione selettiva dei consumi è strumento per orientare ai cambiamenti desiderati gli attuali modelli di consumo (“stili di vita”), e quindi la produzione, e la ricerca applicata che ne stanno alla base. Pertanto il lavoro sostiene l’opportunità di riferirsi a criteri di confronto dei modelli di tassazione che trascendono i criteri convenzionali di valutazione dei loro effetti riferiti all’efficienza paretiana e ai prevalenti giudizi di equità.</p>
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		<title>Relazione LUBEC</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 15:46:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Villa Tolomei è una splendida dimora storica le cui origini risalgono al XIV secolo.
Situata in una zona collinare di pregio, a sud ovest di Firenze. Il complesso immobiliare di Villa Tolomei è costituito da nove edifici, per circa 3500 mq di superficie, collocati all’interno di un’area di circa 20 ettari di parco che presenta ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Beni Culturali: qualità, valore e sviluppo economico per il rilancio del paese" rel="lightbox" href="http://www.irenebertucci.it/wp-content/uploads/2010/04/Beni-culturali.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-43" style="border: 1px solid black;" title="Beni Culturali: qualità, valore e sviluppo economico per il rilancio del paese" src="http://www.irenebertucci.it/wp-content/uploads/2010/04/Beni-culturali.jpg" alt="Beni Culturali: qualità, valore e sviluppo economico per il rilancio del paese" width="150" height="230" /></a>Villa Tolomei è una splendida dimora storica le cui origini risalgono al XIV secolo.</p>
<p>Situata in una zona collinare di pregio, a sud ovest di Firenze. Il complesso immobiliare di Villa Tolomei è costituito da nove edifici, per circa 3500 mq di superficie, collocati all’interno di un’area di circa 20 ettari di parco che presenta ancora le tracce della vecchia organizzazione a poderi.<br />
<span id="more-15"></span><br />
Il progetto di valorizzazione consiste, sotto il profilo tecnico, nel completo recupero funzionale del complesso immobiliare per un uso turistico-ricettivo. In particolare, è prevista la realizzazione di uno splendido albergo 4 stelle lusso con annesso un ristorante e un centro benessere. Una parte degli spazi esterni, adibiti a piazzali e giardini, sono destinati all’uso diretto degli ospiti. E’ altresì previsto il recupero di tutte le aree poderali ad uso agricolo, con il ripristino delle colture autoctone e la realizzazione di un’area museale.</p>
<p>Sotto il profilo gestionale, è prevista la gestione diretta da parte del Concessionario del centro turistico-ricettivo.</p>
<p>Concludendo, la concessione dei beni demaniali è un’operazione di notevole importanza per evitare la presenza di immobili in stato di abbandono sul territorio, immobili che mediante la riqualificazione, oltre a dare una rendita al Demanio arricchiscono il valore del patrimonio stesso che rimane di fruibilità pubblica. Infatti, l’accesso a Villa Tolomei sarà consentito al pubblico concedendo a tutti la possibilità di poter immergersi nel verde a pochi passi dalla città.</p>
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		<title>La questione del modello delle pensioni</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 15:44:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell’U.E. e negli Stati Uniti l’invecchiamento delle popolazioni e l’abbassamento, negli anni 2000, del tasso medio di crescita del prodotto nazionale e della base economica imponibile per finanziare le pensioni, sono i motivi che inducono molti autori ad affermare che i modelli a ripartizione (PAYG) non possono più mantenere le tradizionali promesse di pagare pensioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Economia pubblica " rel="lightbox" href="http://www.irenebertucci.it/wp-content/uploads/2010/04/economia-pubblica-big.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-40" style="border: 0pt none;" title="Economia pubblica" src="http://www.irenebertucci.it/wp-content/uploads/2010/04/economia-pubblica-big.jpg" alt="Economia pubblica " width="150" height="212" /></a>Nell’U.E. e negli Stati Uniti l’invecchiamento delle popolazioni e l’abbassamento, negli anni 2000, del tasso medio di crescita del prodotto nazionale e della base economica imponibile per finanziare le pensioni, sono i motivi che inducono molti autori ad affermare che i modelli a ripartizione (PAYG) non possono più mantenere le tradizionali promesse di pagare pensioni prossime alle retribuzioni lavorative.<br />
<span id="more-13"></span>Si auspica pertanto il passaggio (o ritorno) a modelli a capitalizzazione che permettono agli attivi di fondare i consumi desiderati della terza età, sui risparmi accumulati nell’età lavorativa. Tuttavia, quando la tutela copre la quasi totalità della popolazione e i pagamenti ai pensionati comportano un flusso di redditi tra il 10% e il 20% del prodotto nazionale, qualsiasi modello pensionistico deve affrontare le scelte reali della distribuzione delle risorse tra attivi e pensionati (ed altre categorie). L’invecchiamento delle popolazioni tende a generare nuova conflittualità sulla distribuzione del reddito soprattutto se esso cresce lentamente, e quindi inflazione e instabilità politico-sociale. Diviene pertanto cruciale per la scelta tra i due modelli o di una combinazione tra essi, valutare i loro effetti sulla crescita dell’economia. La tesi che il modello a “due pilastri” è superiore perché permette di diversificare il rischio “politico” della ripartizione e quello “finanziario” della capitalizzazione non pare convincente. La futura stabilità economica e politica dei sistemi pensionistici, sia a ripartizione sia a capitalizzazione o a “due pilastri”, può essere assicurata soltanto dalla crescita della produttività e del reddito nazionale tale che la sua distribuzione possa soddisfare le attese sia degli attivi sia della quota crescente dei pensionati.</p>
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		<title>Tassazione unitaria versus tassazione duale del reddito</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 15:42:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La grande mobilità internazionale assunta dal capitale, anche in risposta ai differenziali di tassazione tra Stati, ha messo in discussione il modello della tassazione unitaria e “comprehensive” del reddito (CIT). Nella teoria sono rifioriti i dibattiti intorno alle motivazioni della tassazione del rendimento normale del capitale oppure della sua esenzione.
L’incertezza teorica si estende alle ragioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a title="Tassazione unitaria versus tassazione duale del reddito" rel="lightbox" href="http://www.irenebertucci.it/wp-content/uploads/2010/04/economia-big.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-33" style="border: 1px solid black;" title="Tassazione unitaria versus tassazione duale del reddito" src="http://www.irenebertucci.it/wp-content/uploads/2010/04/economia-big.jpg" alt="Tassazione unitaria versus tassazione duale del reddito" width="150" height="230" /></a>La grande mobilità internazionale assunta dal capitale, anche in risposta ai differenziali di tassazione tra Stati, ha messo in discussione il modello della tassazione unitaria e “comprehensive” del reddito (CIT). Nella teoria sono rifioriti i dibattiti intorno alle motivazioni della tassazione del rendimento normale del capitale oppure della sua esenzione.<br />
<span id="more-10"></span>L’incertezza teorica si estende alle ragioni dell’uguale tassazione del reddito di capitale e di quello di lavoro; perciò è parso a molti autori giustificabile il “compromesso” della DIT nordica, che applica al reddito di capitale un’aliquota positiva ma inferiore a quelle sul reddito di lavoro. Inoltre rispetto alla CIT, la minore aliquota della DIT sul reddito di capitale attenua (anche se non elimina) le pressioni della concorrenza fiscale internazionale. Le esperienze hanno mostrato che una delle maggiori difficoltà della DIT è nella imputazione delle due componenti del reddito alle imprese con soci attivi nella gestione. E’ una difficoltà che può preoccupare soprattutto i Paesi in cui le piccole-medie imprese, a proprietà familiare, sono parte importante del sistema. D’altra parte, il modello della tassazione unitaria e globale del reddito meglio si presta a realizzare una distribuzione degli oneri fiscali che, valutata insieme a quella della tassazione indiretta e delle imposte patrimoniali, possa corrispondere agli obiettivi che sottintendono alla coesione sociale.</p>
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